Facce de Zena 

Chiesa di San Siro, una folla di amici commossa per l’ultimo saluto a Ulla

Alle 8:15 di stamattina gli abitanti della zona dell’ex ghetto ebraico, le superstiti dell’associazione Princesa fondata da Don Gallo e tutti coloro che l’avevano conosciuta, sconcertati e addolorati dalla sua improvvisa scomparsa, si sono incontrati per il triste commiato

Ulla nel calendario dell’associazione Princesa, fondata da Don Andrea Gallo, per combattere l’omofobia e la transfobia. Ulla e le battaglie per la dignità delle sexworker transgender con le sue colleghe, che il Don chiamava “i miei apostoli”. Ulla che salutava ogni giorno i tanti e le tante che passavano davanti al suo basso, in vico delle Cavigliere, nel cuore del gomitolo dei vicoli, per scambiare due parole tornando dal lavoro e prima che anche lei chiudesse l’attività per tornare a casa, in vico Untoria, da Maurizio, suo compagno da 42 anni, unito a lei con una delle prime unioni civili a Genova.

Con Ulla se n’è andato un pezzo dell’ex Ghetto Ebraico, tra piazza della Nunziata e via del Campo. Se ne è andato un altro tassello di un mondo che sta scomparendo.

Al funerale, officiato da padre Daniele Minetti, c’erano le ultime “Princese”, reduci dai tempi della battaglia contro il Comune che voleva chiudere i bassi, ma anche tanti abitanti della zona che la conoscevano e le volevano bene: casalinghe, impiegati, professori universitari che la incontravano ogni giorno sulla loro strada per raggiungere il lavoro, seduta immancabilmente sulla sua sedia, davanti al basso.

Tra i tanti, c’era la presidente dell’associazione Princesa, Rossella Bianchi, che in questi giorni ha ricordato Ulla per il suo rapporto speciale con don Gallo, che l’aveva conosciuta quando era un ragazzino e lui era il sacerdote della Garaventa e l’ha ritrovata dopo tanti anni a lottare per i diritti delle sexworker e delle transgender.

C’era, in rappresentanza di tutti i cittadini, Christian Spadarotto, presidente dell’associazione degli abitanti della zona.

Un’ottantina le persone che sono entrate in chiesa seguendo la bara sormontata da un cuscino di rose rosse e fiori bianchi.

Padre Minetti, come tutti si conoscono nel paese nella città che è l’ex ghetto, ha raccontato che anche lui la conosceva e ha rassicurato i molti amici che si sono stretti attorno a Maurizio, dicendosi certo che ora Ulla sia con Dio in paradiso. E anche chi non è religioso, questa mattina, a San Siro, ha voluto crederci.

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